Chicco e Bianchetti, due grandi del Circolo; campionato a squadre: i primi risultati del Centurini; Pesce campione provinciale di Savona; Grand Prix: chi fermerà Flavio Guido? Cento torneo col botto; una leggenda del Circolo: Roberto Cosulich.
LA STORIA DEL CIRCOLO
ADRIANO CHICCO e RINALDO BIANCHETTI
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L'ultimo numero di “Torre&Cavallo”, nelle edicole, prendendo spunto da un articolo pubblicato nel 2006 dalla rivista del “Circolo Club 64” di Modena, dedica un articolo (Marco Campioli) alla figura del prof. Adriano Chicco e alla sua produzione studistica. In particolare, sono pubblicati alcuni suoi lavori inseriti nell'ultimo data base mondiale dell'olandese Harold van der Hejden.
Cogliamo l'occasione, per approfondire alcune figure che hanno fatto la
storia del Centurini. Una di queste è proprio Chicco.
Adriano Chicco nasce a Genova il 16 febbraio 1907, di professione è
avvocato dello Stato. Grande problemista, è autore di circa 500 problemi in
due e tre mosse di cui molti premiati (47 primi premi). Consegue dalla
Federazione Internazionale degli Scacchi i titoli di Maestro Internazionale
per la composizione e di Arbitro Internazionale. Collezionista di libri ed
antichi codici scacchistici.
Ma Chicco non è solo questo, è anche il maggiore storico italiano degli
scacchi.
Chicco ha sempre partecipato attivamente alla vita del Circolo Centurini. La monografia storica lo ricorda nel 1932 come vincitore del torneo sociale. Nel dopoguerra è uno degli artefici del nuovo corso del club, che dopo gli anni tragici del conflitto, torna nelle solenni sale della società di lettura e conversazioni scientifiche in piazza Fontane Marose. Presidente del sodalizio è Luigi Penco, ma tra i soci più attivi ci sono Adriano Chicco e Rinaldo Bianchetti. Tra gli altri, giovanissimi allora, ci sono anche Giorgio di Liberto e Mario Grassi.
Rinaldo Bianchetti è un'altra figura prestigiosa del Centurini, di cui è
anche segretario negli anni venti; è considerato uno degli analisti più profondi
e accurati della prima metà del secolo, noto in tutto il mondo scacchistico per
i suoi profondi studi sui finali di soli pedoni.
Bianchetti scrive nel 1925 il “Contributo ai finali di soli
pedoni”, la sua unica, ma grande, opera, in cui sviluppa la teoria delle
“case reciproche”. Sono famosi i suoi 19 finali di pedoni, composti
proprio per esemplificare la sua teoria.
L'acuta profondità delle sue analisi lo mette sul piano dell'altro grande
analista e finalista genovese, Luigi Centurini.
L'ing. Bianchetti muore il 23 novembre 1964 a Ruta di Camogli. Il lascito dei
suoi libri costituisce un prezioso patrimonio di cultura scacchistica per il
circolo.
Chicco e Bianchetti sono nella loro vita assidui e prestigiosi collaboratori dell'“Italia Scacchistica”. Il primo numero della rivista, nuova serie, esce all'inizio del 1946, senza cambiamenti rispetto al passato, ma, anche grazie a Giancarlo dal Verme (Presidente FSI 1947-48 e poi dal 1958 al 1979), arrivano molti nuovi collaboratori, italiani e stranieri. Fra questi, Rinaldo Bianchetti e Adriano Chicco.
Una curiosità: l'“Italia Scacchistica” negli anni trenta dà ampio spazio all'azione legale intrapresa da Bianchetti, per plagio, contro Marcel Duchamp e Halberstadt, che nel 1932 pubblicano un libro sui finali “L'opposition et les cases conjuguées sont réconciliès”, che pare a molti nient'altro che un plagio del libro di Bianchetti pubblicato sette anni prima. La violenta polemica sorge dopo un articolo del direttore Stefano Rosselli del Turco dal titolo inequivocabile titolo: «Un plagio».
Un altro valente collaboratore della rivista nel dopoguerra è Adriano Chicco, che per alcuni anni gestisce la sezione problemi. Chicco sarà conosciuto soprattutto come storico, ma nei molti anni di collaborazione scrive articoli di tutti i tipi, per esempio sui 'rapporti' tra scacchi e letteratura, poesia, arte, storia, cinema, ecc. Grazie a Chicco sappiamo per esempio che furono scacchisti Dante Alighieri, Boccaccio, Ugo Foscolo, Giacomo Leopardi e Carlo Goldoni. Gli articoli di Chicco successivamente sono 'saccheggiati' da molti senza minimamente citare la fonte.
Il 30 agosto 1990 il prof. Chicco muore. Problemista di fama, ha ormai
spostato gradualmente il suo interesse dalla composizione alla storia degli
scacchi, in particolare nelle indagini sulle origini del gioco. A livello ligure
ritrova tracce della presenza e della diffusione del gioco nei comuni
rivieraschi fin dal XIII secolo.
Su “Scacco”, Alessandro Sanvito, il suo erede dal punto di
vista della ricerca storica, ne traccia un ritratto anche umano: “Adriano
Chicco per natura fu schivo e riluttante a mostrarsi in pubblico. Fu un signore
d'altri tempi, quasi - nel senso elogiativo del termine - ottocentesco. Purezza
d'animo, generosissima disponibilità, prese sempre le difese dei più deboli,
aiutò umili scacchisti - lui così grande - preparando articoletti e problemi
per rivistine di limitatissima tiratura locale. Apparentemente severo, ma
profondamente buono, osteggiò i faciloni e i superficiali, deplorò gli
esibizionisti e i mistificatori. In lui vi erano sentimenti di giustizia e
persino di autocritica. Un uomo che non ho timore di definire addirittura
migliore dello studioso”.
Questi uomini, Chicco, Bianchetti, Centurini hanno dato lustro universale al nostro circolo, che meriterebbe di essere ricordato, non foss'altro, per questo.
Libri e pubblicazioni di Adriano Chicco:
In collaborazione con Giorgio Porreca:
In collaborazione con Franco Pratesi e Alessandro Sanvito:
In collaborazione con Alessandro Sanvito:
In collaborazione con Antonio Rosino:
CAMPIONATO A SQUADRE 2011: INIZIA IL CAMMINO DEL CENTURINI
È iniziato il campionato a squadre, cui il Circolo partecipa con ben quattro formazioni. Ecco i resoconti dei primi turni di gioco.
Domenica 13 febbraio
Buona partenza in campionato del Centurini, che batte, in serie C, la
Sammargheritese 2,5 a 1,5. Si è giocato in via Ruspoli, con inizio alle ore
14.30. La Sammargheritese non schierava la squadra tipo, ma anche Giorgio
Sabba, capitano del Centurini, non poteva contare su giocatori di peso come
Cresta e Vinciguerra.
Era una gara che si preannunciava difficile sin dall'inizio, gli avversari
erano sulla carta superiori ai nostri, considerando il rating, su tutte le
scacchiere. Ma lo spirito con cui Cantoro e compagni affrontavano la prova
era quello giusto, senza timori reverenziali, nella consapevolezza dei
propri mezzi.
La prima partita che terminava, in parità, è stata la Menichini-Antonelli. Poi è venuta la vittoria di Cantoro su Mortola in prima scacchiera, cui faceva da contrappeso quella di Caputi (vendetta dell'ex?) su Nicolis. Ma il successo in prima scacchiera di Daniele faceva presagire che ormai la vittoria era a portata di mano, tanto più che nella Caridi-Cavatorta Nicolò era in chiaro vantaggio e doveva solo controllare i tentativi di rimonta dell'avversario.
Finiva così 2,5 a 1,5. Certo tutti soddisfatti in via Ruspoli,, ma il pensiero è già rivolto al prossimo turno, domenica prossima, quando si affronterà la forte Santa Sabina, reduce da una squillante vittoria su Imperia per 3 a 1. Fondamentale sarà non perdere concentrazione e spirito di squadra.
Domenica 20 febbraio
Serie B: Centurini - Genova Ponente 2-2
In via Ruspoli un match molto delicato per entrambe le squadre. La
squadra di Sestri è rinforzata con Dario Brun e Giovanni Collareta.
Mauro Berni è all'esordio con i colori del Centurini, che però nella
prima giornata non può contare sulla prima scacchiera su Vincenzo Manfredi.
Sestri schiera Brun, De Angelis, Collareta e Traverso. Centurini in campo
con Massa, Rodriguez, Berni e Carosso. La Berni-Collareta era la prima partita
a terminare, in parità. Dando però uno sguardo alle posizioni rimanenti sulle
scacchiere, dopo la prima fase di gioco i sestresi sembravano in grado di
portare a casa i due punti. Ma poi Carosso, dapprima in difficoltà, con un
guizzo vinceva, portando il Centurini in vantaggio per 1,5 a 0,5. Sulle prime
due scacchiere Brun vinceva. L'ultima decisiva partita era De
Angelis-Rodriguez. Che finiva patta.
In conclusione, buona prova dei nostri, che hanno dimostrato carattere
anche nelle situazioni più difficili.
Serie C: Santa Sabina - Centurini 1-3
Cantoro, Vinciguerra, Cresta e Menichini, vincendo tre a uno, portano a casa una vittoria che consente loro di rimanere in testa al girone a punteggio pieno.
Promozione Liguria gir. 1: Genova Scacchi Nervi - Centurini 0-4
Bel poker del Centurini in via Cocito. Gardini, Fabbricini, Giaggiolo e Tripi (all'esordio assoluto in campionato) vanno a segno con risolutezza e ora guardano con fiducia alle prossime scadenze.
Promozione Liguria gir. 2: Santa Sabina - Centurini 4-0
Il risultato era largamente previsto, ma i quattro giovani esordienti del Centurini più di tanto non potevano fare contro gli esperti avversari.
FLAVIO NON LO FERMA NESSUNO
Sabato 26 febbraio Grand Prix semilampo al Centurini e ancora una volta Flavio Guido non si è smentito, dominando con sette punti su sette turni. Verrebbe quasi la voglia di stilare la classifica partendo dal secondo, visto che il primo posto sembra scontato quando gioca Flavio. Bel risultato per Nicola Maiori arrivato secondo a 6 punti, davanti alla coppia, a 5 punti, Rodriguez e Shaban.
Classifica finale febbraio
Pos Nome Cat. Punti
1 Guido Flavio MI 7,0
2 Maiori Nicola CM 6,0
3 Rodriguez Alan CM 5,0
4 Shaban Abdelgawad CM 5,0
5 Faggiani Marco 1N 4,0
6 Baggiani Fabio 1N 4,0
7 Badano Giancarlo 1N 4,0
8 Nicolis Claudio 1N 3,5
9 Guido Giuseppe 1N 3,5
10 Badino Luciano NC 3,5
11 Giaggiolo Enrico NC 3,5
12 Berni Mauro CM 3,0
13 Menichini Massimo 2N 3,0
14 Cusato Davide 2N 2,5
15 Rivara Massimo CM 2,0
16 Picasso Filippo 2N 1,5
17 Tripi Nicolò NC 1,0
18 Pioli Franco NC 1,0
UN ALTRO GRANDE DEL CENTURINI: ROBERTO COSULICH
In questo articolo ricordiamo un grandissimo campione del nostro Circolo: Roberto Cosulich, sicuramente il più forte giocatore ligure del dopoguerra, fra i primissimi a livello nazionale.
Fonti di questo articolo sono Wikipedia, Scaccomatto e linuxinterflorence di Roberto Barsi
Venezia, autunno 1971.
Da sinistra a destra: Roberto Cosulich, Lubosh Kavalek, Sergio Mariotti
e Heikki Vesterinen.
Foto: The Chess Player, n. 1, vi - xii 1971, p. 236.
Roberto Cosulich, nato a Venezia nel 1946 da una nota famiglia istriana di armatori, crebbe in America del Sud dove imparò il gioco degli scacchi ed ebbe come maestro il Grande Maestro Internazionale Hermann Pilnik.
Tornato in Italia nel 1965 divenne in breve uno dei più forti giocatori italiani, ottenendo il titolo di maestro nel 1966.
Ecco come è apparso sulle scene del Centurini nel 1965, nel
racconto tratto dalla monografia del Circolo: Negli ultimi mesi dell'anno
incomincia a frequentare l'ambiente scacchistico genovese Roberto Cosulich,
allora diciannovenne - anche se dimostrava alcuni anni in meno a causa dei
tratti fanciulleschi del viso - giocatore che - come il lettore si
accorgerà in seguito - dominerà incontrastato la scena
scacchistica della città per oltre un decennio. La famiglia di
Roberto seguiva le peregrinazioni del padre, comandante marittimo, e
aveva a lungo soggiornato in Cile, dove l'allora giovanissimo Roberto
aveva imparato gli scacchi sotto la guida del grande maestro Pilnik
(Pare che avesse giocato anche con il mitico Najdorf, NDR). Verso il
1964 i Cosulich erano definitivamente ritornati in Italia e dopo un
soggiorno di circa un anno a Trieste erano approdati sotto la
Lanterna.
Storica fu la prima apparizione di Roberto sulla scena. Un pomeriggio
ad un tavolo del circolo giocavano, come d'abitudine, il dott. Trombetta
e Rougier.
Verso le quattro fece il suo ingresso il giovane Roberto, che timidamente
chiese loro: “Potrei giocare, per favore?”. I due lo
esaminarono con sguardo indagatore e sospetto, quasi per valutarne il
“peso scacchistico”. Più per dovere di ospitalità
che per convinzione di aver trovato un valido avversario, acconsentirono
di farlo partecipare ad un classico 'Chi perde esce', con cento lire
di posta a partita, sicuri di spennare il pollo e rassegnati già
a portarsi dietro un peso morto per tutto il pomeriggio. Infatti
Roberto perse la prima partita contro Trombetta, ma fu anche
l'ultima, perché fino alle diciannove a 'perdere e uscire'
furono sempre e solo Trombetta e Rougier. L'arrivo di cotanto
giocatore fece rapidamente il giro dell'ambiente e Roberto divenne
l'idolo incontrastato dello scacchismo genovese.
Così la monografia del Circolo racconta l'apparizione di Roberto Cosulich. Sarà un indimenticabile protagonista della scena scacchistica nazionale degli anni '70. Un uomo intelligente, inquieto, per certi aspetti fragile, anticonformista, sempre alla ricerca di nuove mete, l'ultima delle quali probabilmente gli è stata fatale.
Dagli anni sessanta Cosulich abbandonò la famiglia e gli scacchi divennero il suo unico mezzo di sostentamento. Sempre alla ricerca di se stesso e fortemente tentato dalle filosofie orientali, Cosulich viveva alla giornata, nello stile hippie di quegli anni.
Dotato di enorme talento ha partecipato a numerosi tornei ottenendo in verità più ottimi piazzamenti che vittorie forse a causa della sua attitudine a giocare con prudenza le ultime partite accontentandosi di un pareggio piuttosto che cercare la vittoria a tutti i costi.
Maestro italiano. Ottenne il titolo nel 1966 in virtù dei risultati conseguiti nei tornei di La Spezia e di Rovigo. Nel 1967 fu 2° a La Spezia e 1° a San Benedetto del Tronto. A Bari, nel 1970, giunse 6° (primo degli italiani). Prese parte a numerosi campionati ialiani collezionando una serie impressionante di secondi posti: 2° a San Benedetto del Tronto 1969 a mezzo punto da Mariotti; 2° a Chioggia 1970 con R. Primavera e Zichichi; 2° nel 1971 a San Benedetto del Tronto a un punto da Mariotti; 2° a Sottomarina Lido 1973 a mezzo punto da Micheli; 3° a Castelvecchio Pascoli 1974 con Mariotti; di nuovo 2° a Pesaro 1975 a mezzo punto da Toth; giunse 5° a Castelvecchio Pascoli nel 1977.
Nel 1967 vinse l'8° Campionato italiano a squadre con la Società Scacchistica Triestina.
Fece parte della squadra italiana alle Olimpiadi di Siegen 1970 (+7 =6 -1) e Nizza 1974 (+9 =4 -4).
Nel 1978 decise di partire per l'India.
Alla fine degli anni Settanta si trasferì prima in India e poi in Perù dove le sue tracce scomparvero. Alcune voci, avvalorate dal ritrovamento del suo passaporto, lo danno tra le vittime del terremoto che distrusse Lima.
Parte una sera d'autunno del 1978, dopo essere passato dal Circolo a salutare gli amici. Qui ci giunge in aiuto la preziosa testimonianza di Mario Quaglia. Di ritorno dall'India, Cosulich passa da Genova, ora sbarbato, vestito bene, con i capelli corti (!). Racconta di avere girato l'India mantenendosi giocando a scacchi lampo (anche in questa specialità era bravissimo, aveva vinto diversi campionati italiani). Rimane qui qualche giorno, poi riparte. Il suo animo irrequieto e scontento lo spinge verso un'altra meta: torna in Sud America. Da questo viaggio Roberto Cosulich non ha più fatto ritorno. Qualche anno fa si è appreso, da una rivista di scacchi francese, che il passaporto di un certo Cosulich, maestro di scacchi, sarebbe stato rinvenuto in Perù tra le vittime di una calamità naturale. Il suo corpo non è però mai stato ritrovato.
Alcune partite notevoli
Bibliografia
Collegamenti esterni
Basta scambiare quattro chiacchiere con lui per capire che è alla continua ricerca di un quid che soddisfi il suo animo, e che tuttavia non crede di poterlo trovare. Naturale che questo atteggiamento lo renda scettico anche verso gli scacchi; ed infatti Cosulich sottolinea che egli ritiene poco utile lo studio dei libri teorici e che in partita egli si affida esclusivamente all'esperienza e all'intuito. Un intuito, va detto, che gli consente di decifrare con eccezionale precisione i contenuti di qualsiasi posizione e di esprimersi con uno stile di gioco tra i più semplici ed eleganti che esistano oggi in Italia.
Sulla situazione scacchistica italiana ed estera del momento, Cosulich, stimolato, esprime giudizi ponderati ma netti: “Mariotti ha una enorme fiducia nei propri mezzi che gli consente di esprimersi al meglio”. “La maggiore promessa italiana è Passerotti”. E Fischer? “Fischer potrebbe trovarsi in difficoltà contro Karpov, se non si deciderà a sostenere un impegnativo torneo di allenamento”.
Per il 35° campionato che avrà inizio il I ottobre a Castelvecchio Pascoli non c'è dubbio che a sostenere un ruolo di primissimo piano sarà proprio Cosulich. [...].
Di origini istriane, il Maestro Internazionale Roberto Cosulich (Venezia, 30 luglio 1946), visse i suoi primi anni in America Latina, all'ombra degli interessi del padre armatore. Fu iniziato agli scacchi a Caracas dal Grande Maestro tedesco-argentino Hermann Pilnik. Rientrato in Italia, il figlio di papà preferì però vivere da clochard. I suoi alberghi preferiti furono il cielo stellato e le osterie. Di scacchi Roberto Cosulich fu Maestro Internazionale. Ma né il figlio di papà né il Maestro Internazionale di scacchi erano il se stesso cui egli anelava. Un giorno del '79 (o forse era il '78) Roberto Cosulich, zaino in spalla, barba e capelli lunghissimi, partì per l'India. Un altro nome, un'altra vita. Da allora nessuno lo incontrerà più. La morte anagrafica di Roberto Cosulich risale (risalirebbe) al 1980, allorché un apocalittico terremoto sdirupò tutta Lima in Perù. Il suo passaporto era sepolto nel cimitero di macerie. Il corpo e l'anima chissà...
http://www.linuxinterflorence.net/chess.html
R. Cosulich - J. Pokojowczyk
XXI Olimpiade; Nizza, 1974
Francese C00
Analisi e commenti di Lawrence d'Arabia
1. e4 e6 2. d3 d5 3. Cd2 Cf6 4. Cgf3 b6 5. g3 Ab7 6. e5 Cfd7 7.
Ag2 Cc6 8. De2
Lungi, naturalmente, da 8. d4? Aa6!
8. ... Cb4 9. Cb3
Una personale digressione. Il Maestro Internazionale Stefano Tatai
preferisce 9. Cf1, poi h2-h4 e Cf1-h2.
9. ... c5 10. 0-0 Ae7 11. h4 Dc7 12. Te1 a5 13. a3 Cc6 14. Af4
Il Pe5 è un fortilizio.
14. ... b5 15. Cbd2 0-0 16. Cf1 Tfc8 17. c3 b4 18. Ce3
Minaccia 19. Cxd5 exd5 20. e6.
18. ... Cf8
Il Pe5 è tabù: 18. ... Cxde5? 19. Cxe5 Cxe5 20. Cg4 (Tatai).
19. Cg4 Aa6?
Il Nero non si avvede dell'incomoda coabitazione della Dc7 e dell'Af4.
20. Cf6+! gxf6
A malincuore, ma anche dopo 20. ... Rh8 21. Cg5 Cd8 22. Dh5 h6 23.
Dxf7! (Tatai) 23. ... gxf6! 24. exf6 Ad6 25. Dh5 Axf4 26. Dxh6+! Rg8
27. gxf4 l'attacco del Bianco è irresistibile.
21. exf6 Dd8
Se 21. ... Ad6 allora 22. Cg5 Axf4 23. Dh5!
Axg5 24. Dxg5+ Cg6 25. Dh6 e poi matto!
22. fxe7 Dxe7 23. c4
La corazzata Cosulich è ormai alle porte del castello avversario.
23. ... Df6 24. Ce5
La casa e5 è sempre il centro del mondo.
24. ... Cd4 25. Dd1 Ab7 26. Cg4 De7
Dopo 26. ... Dg6 27. h5! Dg7 28. Ae5 Dg5 29. f4 il Nero è in ginocchio.
27. Ag5
Le case nere sono ormai un'autostrada.
27. ... Dd6 28. Af6
Minaccia Cg4-h6#.
28. ... Cd7
Altrimenti 28. ... Cg6 29. h5.
29. Ch6+ Rf8 30. Dh5 il Nero
abbandona.
GABRIELE PESCE CAMPIONE DI SAVONA
Gabriele Pesce è il nuovo campione provinciale di Savona. Ha conseguito il titolo lo scorso fine settimana, su un lotto di venti partecipanti, totalizzando 4,5 punti su 5. Alle sue spalle Coqueraut, Carzolio e Damele. Congratulazioni a Gabriele.
| Pos | Pts | T | NOME | Rtg | Prtg |
| 1 | 4.5 | CM | PESCE Gabriele | 2181 | 2256 |
| 2 | 4.0 | CM | COQUERAUT Jean Domin | 1815 | 2187 |
| 3 | 3.5 | CM | CARZOLIO Luigi | 1910 | 2078 |
| 4 | 3.5 | CM | DAMELE Stefano | 1888 | 1978 |
| 5 | 3.0 | 1N | IVALDO Fabrizio | 1920 | 1940 |
| 6 | 3.0 | CM | MERCANDELLI Claudio | 1923 | 1857 |
| 7 | 3.0 | 1N | ATTEO Domenico | 1799 | 1765 |
| 8 | 2.5 | 1N | MIRATA Danilo | 1800 | 1984 |
| 9 | 2.5 | 1N | NIKOLAJEVIC Tihomir | 1865 | 1913 |
| 10 | 2.5 | CM | LUPINI Stefano | 1936 | 1780 |
| 11 | 2.5 | CM | ALTIERI Danilo Mario | 1971 | 1947 |
| 12 | 2.5 | 1N | AGAZZI Marco | 1746 | 1791 |
| 13 | 2.0 | 1N | AGAZZI Fulvio | 1900 | 1801 |
| 14 | 2.0 | 1N | BRUZZONE Carlo | 1883 | 1705 |
| 15 | 2.0 | 1N | TAGLIANO Maurizio | 1852 | 1756 |
| 16 | 1.5 | CM | PEDEMONTE Claudio | 1791 | 1618 |
| 17 | 1.5 | NC | GALLARETO Ettore | 1458 | 1518 |
| 18 | 1.0 | 2N | CASTELLANO Adriano | 1676 | 1503 |
| 19 | 1.0 | 2N | CHRISTEN Peter Wa(W) | 1581 | 1692 |
| 20 | 1.0 | NC | PAGLIARI Lino | 1446 | 940 |
CENTO: TORNEO COL BOTTO
Il torneo internazionale “Cento Carnevale d'Europa” è
finito. Con tre patte nelle prime tre scacchiere si è deciso
il torneo. Lo spareggio tecnico ha favorito il russo Dreev per mezzo
punto di buchholz. Il russo ha inseguito per diversi turni Alberto
David che, partito fortissimo, 5 su 5, ha poi gestito il vantaggio. A
loro si è aggiunto un Salvador estremamente combattivo. A
mezzo punto 5 Grandi Maestri: Delchev, Korneev, Sokolov, Rozentalis e
Godena.
Un plauso va in particolare a Michele Godena che, come sempre, si è
rivelato un esempio di combattività e professionalità.
Pensate che dopo 4 turni aveva solo 2 punti, con due sconfitte (di
cui una veramente immeritata contro Cocchi) e che negli ultimi 5
turni ha collezionato 4,5 punti. Con la splendida vittoria all'ultimo
turno contro Milan Drasko ha conquistato l'ambito premio di
primo degli italiani.
Secondo degli italiani Federico Manca e terzo Pierluigi Piscopo. Due
giocatori che hanno deliziato il pubblico con le loro belle partite.
Un bravo a Guido Caprio che, nonostante la sconfitta all'ultimo
turno, ha conquistato la sua prima norma di MI. La sua partita contro
Leon Hoyos è la più bella del torneo.
La premiazione si è svolta nella straordinaria bolgia della
piazza di Cento Carnevale d'Europa. Il Patron Ivano Manservisi
e il sindaco di Cento Flavio Tuzet coadiuvati da Anna Falchi,
Eleonoire Casalegno e Tessa Gelisio con le ballerine del Carnevale di
Rio, hanno premiato i vincitori e promesso una seconda fantastica
edizione.
Nell'open principale 102 giocatori, c'erano alcuni liguri, fra cui a 4,5
il maestro savonese Federico De Florio (57°), Stefano Roversi
(77° a 3,5), Nanni (88° a 3 punti) e Pistone (97° a 2,5).
Nel corso della manifestazione si sono giocati anche due qualificati
tornei week-end. Il primo ha visto la vittoria di Stella. Nel
secondo, vinto da Marco Sbarra, ha gareggiato anche il nostro Massimo
Rivara, con un risultato soddisfacente, il 50% dei punti lo ha fatto
avanzare di qualche punto nel rating.